Lo spiedo di Serle diventa De.Co: il più tipico, amato e discusso dei piatti tipici bresciani ha ora un suo disciplinare ufficiale sancito dalla delibera con la quale l'amministrazione comunale, retta dal sindaco Gianluigi Zanola, ha istituito la Denominazione Comunale a tutela di un monumento della brescianità gastronomica. Dieci i ristoranti serlesi nei quali si può degustare lo Spiedo De.Co.: un circuito cui ha aderito la stragrande maggioranza dei locali del paese, e che comprende la trattoria Castello, i ristoranti Valpiana, Il Buongustaio, Belmonte e La Betulla, l'osteria Antica Fornace e gli agriturismo Casinetto, Dell'Altopiano, L'Aquila Solitaria e Delle Valli.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=IyFsvxPyZTc&w=640&h=390]
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domenica 27 marzo 2011
venerdì 18 marzo 2011
17 marzo, Unità d'Italia, Inno di Mameli in minore (o come diceva Nino Cò: la va 'n minur)
giovedì 17 marzo 2011
La pornoattrice della porta accanto
L’essere considerate oggetti sessuali non è più un elemento di discredito, ma al contrario un mezzo per sentirsi realizzate e per realizzarsi nella vita e nel lavoro. Clara vuole fare porno perché pensa che dietro al fenomeno ufficiale, da sempre circondato da un alone negativo, ne possa esistere una forma “buona e utile”.
di Raunch girl, documentario prodotto con il sostegno della neonata Sonne Films e della più longeva Sarraz Pictures, vi parlerò nei prossimi giorni. Intanto ve lo segnalo.
lunedì 27 settembre 2010
giovedì 2 settembre 2010
Lo sfogo di Linus, occasione persa?
Il direttore di Radio Dee Jay, Pasquale Di Molfetta, meglio conosciuto come Linus, affida oggi ad un post un suo personalissimo sfogo in cui dice mi fa orrore il mondo di Internet e questo meccanismo perverso per cui chiunque dal buio della propria cameretta può sputare sentenze.
E' una sua reazione, probabilmente giustificata, che fa seguito ad un lungo periodo in cui attraverso i blog ha reso partecipi gli ascoltatori delle sue scelte. Cambi di palinsesto, spostamenti, scelte anche difficili e sofferte. Sul suo blog la gente va e dice cosa pensa. Lo sta facendo in questi giorni a proposito della decisione di non confermare Alessio Bertallot.
Personalmente ho apprezzato il suo stile e la schiettezza dello sfogo. Credo tuttavia che chi sperimenta strumenti di partecipazione possa tastare con mano i benefici fino ad apprezzare la necessarietà dei feedback degli ascoltatori - che peraltro non sono l'unico sistema di misurazione, forse solo quello più rumoroso - (ma la storia non cambierebbe se il tema fosse un qualsiasi altro media: i telespettatori o i lettori). Resto quindi in attesa del nuovo approccio paventato dal quel "Si cambia" che non è un si chiude.
Scrive Linus: Nessun direttore di giornale, radio o televisione si degna di spiegare nessuna delle sue scelte, anche perché quello che c’è veramente dietro di esse quasi sempre non si può dire. Peccato, aggiungo io.
mercoledì 9 giugno 2010
La massa che protegge, la massa che nasconde
Sono stato un po' lontano dalle cronache bresciane per entrare approfonditamente nei fatti degli ultimi giorni. Non mi è sfuggito, tuttavia, l'accoltellamento in Piazzale Arnaldo di martedì scorso (non potevo non scrivere una riga visto che Arnaldo campeggia da sempre come simbolo di questo blog nella colonna di sinistra). Così come non mi sono sfuggite le successive polemiche gratuite, ed anche le provocazioni condivisibili ma retoriche.
A tal proposito condivido Daniele Bonetti (mio collega a Bresciaoggi, terzo blogger in ordine di tempo in redazione) quando dice "Nella massa c’è tutto. Ma la massa ha anche il potere di nascondere e, come l’altra sera, di nascondersi", così come quando definisce pretestuose le prese di posizione del vicesindaco Fabio Rolfi (dimostrando che per non condividere Rolfi non è indispensabile essere di sinistra).
A Daniele, che dice: "Ho il sospetto che tra qualche ora potrei venire perquisito perchè bevo un aperitivo in una piazza", posso solo consigliare - infine - di non andare in via Milano dove queste cose succedono già.
lunedì 31 maggio 2010
Genialità
Oggi vorrei esprimere la mia più profonda stima a quei 2 che due giorni fa sono arrivati al mio blog cercando su Google "an dele patatine troe apena peciotade".
ps: mi sono accorto ora che, effettivamente, questa colta citazione l'avevo fatta io qualche mese fa
Cosa ti manca?
Da sempre mi chiedo se quando abbiamo nostalgia di una persona il nostro stato d'animo sia dovuto all'assenza di quella persona o ai rapporti speciali, non unici, ma esclusivi, quasi impossibili da replicare, che si la vita ci riserva con certe persone.
Questa canzone lo dice alla perfezione.
Questa canzone lo dice alla perfezione.
sabato 29 maggio 2010
Tutto in una notte (movida liofilizzata parte seconda)
Devo ammettere che il Buongiorno Brescia di oggi, in cui è stata intervistata una trentaduenne che vive in centro città, e sostiene senza giri di parole che "La città si riempie solo con notti speciali", decisamente in linea con la mia idea espressa ieri, mi ha dato una certa soddisfazione intellettuale.
Un'altra conferma mi è arrivata dalla pagina Società de La Stampa, che ha fatto una chiara mappa dell'Italia dei Festival. Il tono di quest'ultimo articolo è analitico, per nulla critico, se non nel notare che "gli eventi si accavallano". A me continua a convincere poco questo paese degli eventi che deve vivere di un'endemica attesa dell'occasione per fare festa, ma che ormai è annoiato dalla quotidianità.
Update: ci hanno fatto anche un gruppo su Facebook :)
mercoledì 19 maggio 2010
Switch off
In casa tre televisioni con tre liste di canali diverse. Sintonizzare il decoder è facile, fa tutto lui. Solo che lo fa all'italiana, a capocchia sua. Ci sono più liste di canali che liste di evasori. (Flavio Pasotti su Facebook)
lunedì 10 maggio 2010
sabato 8 maggio 2010
Puttane e spose
I primi giorni di primavera mi fanno venir voglia di musica, di caldo, di stadi e gente e amicizia, di gente che ascolta un concerto, di sudore e birre fredde, di lacrime e caldo, di donne dai vestiti leggeri, di storie che iniziano ed emozioni che finiscono, di gente che ci mette il cuore quando cala la sera, di gente che fa sesso fino a sentire che potrebbe svenire, di lenzuola disfatte, di ritmi lenti e battiti incessanti, di urla alla luna che nascondono la decadenza di questi anni. E quando tutto va concludendosi, c'è il languido mese di agosto, quando tutto è maturo ed è tempo di ritirarsi... e pensare a nuove storie.
giovedì 22 aprile 2010
La legge di Murphy del web
Una cosa a cui avevo sempre pensato, ma che Gianluca Neri (in una intervista doppia con Luca Sofri su Wired) ha saputo focalizzare bene.
Descrivi in massimo 10 parole il concetto di viral marketing
GN: Una cosa cui centinaia di migliaia di agenzie pubblicitarie al mondo tendono, senza riuscire ad essere minimamente virali. Chi ci riesce è perché ha avuto una buona idea e non pensava a quanto successo avrebbe potuto raccogliere.
Ecco secondo me questo è esportabile a tutto ciò che è di successo in Internet.
Descrivi in massimo 10 parole il concetto di viral marketing
GN: Una cosa cui centinaia di migliaia di agenzie pubblicitarie al mondo tendono, senza riuscire ad essere minimamente virali. Chi ci riesce è perché ha avuto una buona idea e non pensava a quanto successo avrebbe potuto raccogliere.
Ecco secondo me questo è esportabile a tutto ciò che è di successo in Internet.
mercoledì 14 aprile 2010
Succede anche questo
Ogni tanto i titolisti riescono ancora ad essere creativi :)
PDL: GRANATA, NON CONDIVIDO BOCCHINO SU PREMIER LEGHISTA
Va precisato che non si tratta di un bocchino qualsiasi, ma di un Onorevole Bocchino!
(ANSA) - ROMA, 14 APR - «Quella di Bocchino è stata una
battuta, ma non la condivido». Lo ha affermato questa mattina a
Omnibus su LA7 Fabio Granata del PdL in merito alle
dichiarazioni di Italo Bocchino ’meglio un Premier gay che
leghistà.
Granata, ha poi proseguito: «È scontato che un grande
partito come il PdL debba considerare - anche con forza -
l’idea di continuare a guidare la coalizione. Così come a
Milano è legittimo che Bossi e la Lega chiedano il sindaco, è
altrettanto legittimo per noi dire che non siamo d’accordo».
PDL: GRANATA, NON CONDIVIDO BOCCHINO SU PREMIER LEGHISTA
Va precisato che non si tratta di un bocchino qualsiasi, ma di un Onorevole Bocchino!
(ANSA) - ROMA, 14 APR - «Quella di Bocchino è stata una
battuta, ma non la condivido». Lo ha affermato questa mattina a
Omnibus su LA7 Fabio Granata del PdL in merito alle
dichiarazioni di Italo Bocchino ’meglio un Premier gay che
leghistà.
Granata, ha poi proseguito: «È scontato che un grande
partito come il PdL debba considerare - anche con forza -
l’idea di continuare a guidare la coalizione. Così come a
Milano è legittimo che Bossi e la Lega chiedano il sindaco, è
altrettanto legittimo per noi dire che non siamo d’accordo».
martedì 13 aprile 2010
Libidine tecnologica
IlNottambulo.it: quando Brescia inventò i social network locali senza saperlo
I social network locali? Sono una invenzione bresciana. Chi dice il contrario è mal informato. Del resto come dico sempre, è difficile essere modesti se si nasce bresciani. Intorno ai primi mesi del 2004 nacque a Lograto, in provincia di Brescia, il primo vero social network locale: Il Nottambulo.it.
Erano i tempi delle chat, del web basato sui nickname che non aveva ancora sdoganato il nome e cognome. Il boom di Myspace (estate 2006) e quello di Facebook (estate 2008) erano ancora lontani, così come le suggestioni in 3d di Second Life.
Basato su una tecnologia un po' vecchiotta anche per i tempi (con molte finestre popup che a volte lo facevano individuare da alcuni firewall come sito "infetto"), il social network bresciano era partito con l'idea di fare da punto di riferimento per i locali (il business model doveva essere la pubblicità di pub e discoteche della zona) ma ben presto diventò altro.
Gli utenti (mediamente tra i 20 e i 25 anni, tutti geograficamente localizzati in provincia con qualche eccezione nelle zone limitrofe) utilizzavano i pochi strumenti a disposizione: forum, profili (molto semplici e scarni), la possibilità di pubblicare post più lunghi su un proprio blog con un paio di funzione base e nulla più, album fotografici e una sorta di messaggeria basata su popup che ritardava di qualche secondo la ricezione dei messaggi. Poca condivisione, non troppe idee di crescita, un circolo sostanzialmente chiuso e poco linkabile, ma un dato importante: il tempo medio di connessione al sito per utente era molto alto, molta gente utilizzava la messaggeria come chat e il forum come una sorta di chiacchierata in differita di qualche secondo. La potenzialità dello strumento - dopo una crescita durata all'incirca fino a tutto il 2006 - non venne mai sviluppata dai ragazzi di Fabbrica creativa che lo avevano promosso.
Oggi il sito è ancora attivo ma sostanzialmente disabitato. Il progetto è stato progressivamente abbandonato dai ragazzi, che hanno poi incentrato il business della loro piccola azienda su gadget ed altro. Un peccato perchè l'iniziativa non venne mai razionalizzata e valorizzata con una pianificazione chiara e una visione tecnica e non solo.
Col tempo lo sviluppo del social network divenne secondario rispetto ai rapporti di amicizia che si erano creati fra i frequentatori dello stesso sito (molti tutt'ora ancora amici), e i promotori stessi persero un po' di vista il vero focus, ovvero la crescita tecnologica e contenutistica della piattaforma.
Soprattutto questo secondo aspetto, ovvero la volontà di controllo sulle discussioni e una sorta di limitazione forzata dei contenuti pubblicati, fu causa di un generale progressivo disamoramento.
La crescita esponenziale di Facebook (e la libertà illimitata concessa di fatto dal network americano) diede il colpo di grazia generando il fuggi fuggi degli utenti stanziali.
Perchè ho raccontato questa cosa?
Ebbene, ad un certo punto, per cautelarsi dal rischio querela per i contenuti pubblicati dagli utenti Fabbrica Creativa fece ricorso ad un espediente (in parte criticato dagli utenti stessi) che era quello di far accettare le condizioni di servizio ad ogni connessione. Vi era inoltre una sorta di regolamento, molto profano ed artigianale, in realtà, che ad ogni connessione ci si impegnava a rispettare.
Questo dettaglio mi è venuto in mente rileggendo la sentenza e le reazioni al caso Vividown (quello del video pubblicato sul web del ragazzo down maltrattato...). Emblematico il commento di Luca De Biase alle motivazioni: "tutte concentrate sul fatto che Google avrebbe dovuto - e non l'ha fatto in modo vagamente doloso - avvertire con molta più decisione e attenzione gli utenti dei loro obblighi nei confronti della privacy altrui. Dunque non c'è nessun obbligo di controllo da parte delle piattaforme sui contenuti immessi in rete dagli utenti. Ma le piattaforme devono assicurarsi in ogni modo che gli utenti conoscano le regole".
In tal senso la soluzione suggerita dai consulenti dell'azienda (che successivamente ha trasferito la propria sede da Lograto a Castelcovati) fu assolutamente lungimirante, benchè del tutto unica nel suo genere, e capace di suggerire con qualche anno di anticipo quella che potrebbe essere la sostanziale soluzione formale della necessità di informazione da parte di una piattaforma nei confronti dei propri utenti ovvero l'accettazione sistematica ad ogni connessione di una normativa.
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sabato 10 aprile 2010
Aperello...
Un vero peccato che non esista la versione bresciana di questa pubblicità con Pompiano, Cazzago, Limone e Comezzano.
lunedì 5 aprile 2010
Urbino 2001
Giovanni Boccia Artieri è il professore che seguì la mia tesi sul web writing all'Università di Urbino (2001). Una tesi che non passerà alla storia. Oggi ho trovato il suo blog e un suo intervento su ereticidigitali.it (un blog che fa da "sequel" a Eretici digitali, un saggio che sto leggendo in questi giorni).
venerdì 2 aprile 2010
La preghiera mattutina dell'uomo moderno
Secondo una ricerca condotta da Retrevo su 1.000 utenti Usa a proposito delle dipendenze da social network il 53% degli intervistati consulta Facebook come prima attività mattutina.
Io, che pure sono italiano e non statunitense, ho ormai da un anno questa abitudine. Non la vivo come un disturbo compulsivo della personalità, ma come una normale e routinaria attitudine. Una sorta di revisione corretta e aggiornata della preghiera mattutina dell'uomo moderno che non allarmava nessuno quando teorizzata da Hegel a proposito dei quotidiani.
Questo anche perchè ormai i profili che seguo su facebook sono limitati a una cinquantina di amici e ad una decina di servizi di informazione.
Negli ultimi due giorni ad esempio ho scoperto che una mia collega sarebbe arrivata al lavoro con vestiti troppo leggeri per il clima rigido di questi giorni, e che negli Usa il buffo Greg Parker si è già messo in fila per essere il primo ad acquistare un iPad, che è in uscita fra tre giorni.
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mercoledì 10 marzo 2010
Lapo Elkann: la passione per le palle
Lapo Elkann si è disintossicato, ma il vizietto di toccare le palle degli altri gli è rimasto...
Ora sappiamo che oltre a non capire niente di calcio anche sul basket ci prende poco
Notare che erano allo scadere e i Raptors hanno perso!
Per la fredda cronaca: Lapo il 'disturbatore' aiuta i Lakers a vincere
Ora sappiamo che oltre a non capire niente di calcio anche sul basket ci prende poco
Notare che erano allo scadere e i Raptors hanno perso!
Per la fredda cronaca: Lapo il 'disturbatore' aiuta i Lakers a vincere
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