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sabato 29 maggio 2010

Tutto in una notte (movida liofilizzata parte seconda)



Devo ammettere che il Buongiorno Brescia di oggi, in cui è stata intervistata una trentaduenne che vive in centro città, e sostiene senza giri di parole che "La città si riempie solo con notti speciali", decisamente in linea con la mia idea espressa ieri, mi ha dato una certa soddisfazione intellettuale.

Un'altra conferma mi è arrivata dalla pagina Società de La Stampa, che ha fatto una chiara mappa dell'Italia dei Festival. Il tono di quest'ultimo articolo è analitico, per nulla critico, se non nel notare che "gli eventi si accavallano". A me continua a convincere poco questo paese degli eventi che deve vivere di un'endemica attesa dell'occasione per fare festa, ma che ormai è annoiato dalla quotidianità.

Update: ci hanno fatto anche un gruppo su Facebook :)

giovedì 27 maggio 2010

Movida liofilizzata

In una città che nell'ultimo anno ha sanzionato: una signora marocchina sedutasi ai piedi del monumento Bella Italia in piazza Loggia, due operai che bevevano una birra fuori da un locale di via Milano e alcuni ragazzi di origine asiatica che giocavano a cricket al parco Pescheto, le notti bianche e rosa sono solo una buffa liofilizzazione della movida notturna, una parodia della vita in un centro storico, l'anestetizzazione del divertimento, un inutile surgelato dal sapore sempre uguale da consumare dopo abbondante uso di coloranti.

Sarà, ma personalmente non mi sono mai divertito alle feste di compleanno ed ancor meno alle feste comandate. Ho sempre apprezzato molto di più quelle serate spontanee dove si inizia a bere una birra in due e si finisce in enormi tavolate che lasciano il locale passando da sotto la saracinesca dopo aver udito il rumore dei vuoti riversati nel cassonetto sull'altro lato della strada...

Update (28 mag): fortunatamente vivo nella città in cui i blogger come Francesco Savio ci raccontano così di un giornale letto su una panchina nel giorno del Giro.