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venerdì 17 dicembre 2010

Prima di collegarsi a Facebook (che fa venire la sifilide) indossare il preservativo



E' notizia di oggi, Emilio Arisi, consigliere nazionale Sigo (Società italiana di Ginecologia e Ostetricia)

La nostra pratica clinica ci conferma quanto emerge da diverse indagini internazionali: gli adolescenti usano sempre meno precauzioni, con un aumento di gravidanze indesiderate ma, soprattutto, di malattie sessualmente trasmissibili. Un esempio in tal senso arriva dalla Gran Bretagna, dove si è riscontrata una forte correlazione tra le aree in cui Facebook è molto popolare e il numero di persone affette da sifilide

...
Secondo l'esperto, proprio perché "protetti" dall'anonimato garantito dal web, quando sono davanti al pc i ragazzini sembrano diventare molto più intraprendenti

e infine:
Una recente indagine pubblicata sul Journal of Adolescence Health - ha confermato Arisi - ha rivelato come i social network siano fra le principali fonti di creazione di falsi miti sulla contraccezione


tutto chiaro no?

mercoledì 1 settembre 2010

Ne parlano su Facebook



C'è una metodologia, parecchio in voga in diverse testate (soprattutto locali), che a mio modo di vedere sottolinea in maniera evidente la crisi, o quanto meno il disorientamento, dei giornali (locali e non) nel leggere la realtà. Sono gli articoli in cui per sottolineare la rilevanza di un determinato fatto si dice compiaciuti che "ne sta parlando anche facebook".

Nessuno ne è esente. Il giochino è semplice, inventare in maniera arbitraria una notizia solo perchè su un social network c'è un gruppo di persone che sta parlando di qualcosa. Un atteggiamento che è valido anche per i video di Youtube. Il fenomeno sta raggiungendo tali dimensioni che Il Giornale ha ben pensato di inventarsi di sana pianta un tormentone Youtube su Gianfranco Fini (segnalato da Il Nichilista).

In realtà non esistono punti di riferimento per capire quanto una causa sociale sia più o meno sentita dalla gente in base al numero di amici/interazioni. Ma se qualcuno ne conosce mi piacerebbe avere una segnalazione.

Per ora l'esperienza più interessante rimane a mio modo di vedere quella di baroncelli.eu sui politici italiani su Facebook che sembra stilare una sorta di indice di gradimento-appeal-visibilità dei maggiori esponenti politici e da cui ad esempio scopriamo che il premier Silvio Berlusconi sta perdendo un fan ogni 57 minuti, quasi 800 in meno nell'ultimo mese... Da lì anche io avevo tratto spunto per una classifica sull'attivismo degli esponenti bresciani sul social network.

lunedì 23 agosto 2010

Basta alle aziende amiche in Facebook

Ciao,
vi sto rimuovendo dai miei amici in quanto ho aderito ad una campagna per un uso corretto e migliore di Facebook: per le persone esistono i profili, per le aziende le pagine. Sarà felice di seguirvi nuovamente non appena aprirete la vostra pagina su Facebook. Avvisatemi quando accadrà.
A presto
Giovanni Armanini


Con questo messaggio inviato a tutti i miei "amici" di Facebook che non corrispondono ad altrettante persone reali sto aderendo alla campagna per un uso più consapevole di Facebook che venne lanciata qualche settimana fa da Marco Gafforini. Nelle prossime settimane segnalerò inoltre quando mi verrà chiesta l'amicizia da uno di questi falsi profili.

sabato 21 agosto 2010

Politica e Facebook

Vendola ha superato Berlusconi su Facebook, ma per Bossi c'è sotto qualcosa (no, non scherzo, vedetevi il link).

Io nel frattempo ho compilato la classifica dei politici bresciani con più "amici" pubblicata oggi a pagina 10 e 11 su Bresciaoggi, cercando anche di dare un valore a questi indici: gradimento? visibilità? attivismo? Un dibattito che resta aperto.

Ne parla anche il blog Virtualeco di Fabrizio Martire (Uncle Pear), uno dei due esperti che ho interpellato.

In classifica anche la bresciana Maria Stella Gelmini, che evidentemente ha più fan della zucchina, del cetriolo, della felce e pure - incredibilmente - della banana


l'immagine è presa da Vistracàonpetto di Ettore Ferrini

martedì 11 maggio 2010

Facebook e la privacy

Se avete una mezz'oretta di tempo da dedicare a voi stessi, ovvero alla vostra privacy, vi consiglio di leggere attentamente questo post a proposito dell'utilizzo dei vostri dati su Facebook. Non vuole essere allarmismo ma consapevolezza, visto che troppe volte si usano i social network con l'entusiasmo della scoperta ma senza un approccio sufficientemente consapevole e ragionato.

Segnalato da Luca De Biase.

venerdì 2 aprile 2010

La preghiera mattutina dell'uomo moderno



Secondo una ricerca condotta da Retrevo su 1.000 utenti Usa a proposito delle dipendenze da social network il 53% degli intervistati consulta Facebook come prima attività mattutina.

Io, che pure sono italiano e non statunitense, ho ormai da un anno questa abitudine. Non la vivo come un disturbo compulsivo della personalità, ma come una normale e routinaria attitudine. Una sorta di revisione corretta e aggiornata della preghiera mattutina dell'uomo moderno che non allarmava nessuno quando teorizzata da Hegel a proposito dei quotidiani.

Questo anche perchè ormai i profili che seguo su facebook sono limitati a una cinquantina di amici e ad una decina di servizi di informazione.

Negli ultimi due giorni ad esempio ho scoperto che una mia collega sarebbe arrivata al lavoro con vestiti troppo leggeri per il clima rigido di questi giorni, e che negli Usa il buffo Greg Parker si è già messo in fila per essere il primo ad acquistare un iPad, che è in uscita fra tre giorni.

venerdì 26 marzo 2010

Elezioni regionali in diretta su Bresciaoggi.it



Le Elezioni Regionali 2010 saranno l'occasione per il primo esperimento di Live blogging su Bresciaoggi.it.

Lunedì seguiremo in diretta gli scrutini elettorali con diversi servizi ma soprattutto attraverso diversi canali. Oltre al sito avete a disposizione il mio blog e la mia pagina twitter, ma anche la pagina Facebook del quotidiano e ovviamente il sito del quotidiano.

Ovviamente siete caldamente invitati a linkarci e condividere i nostri contenuti sui vostri blog, sui vostri profili di twitter, facebook e dei vostri social network preferiti per diffondere il più possibile le informazioni in tempo reale che metteremo a disposizione.

La vera novità sarà proprio quest'ultima: la possibilità di tenervi aggiornati grazie alla multicanalità del web 2.0. Speriamo di essere all'altezza. Attendo (qui) commenti e critiche.

STAY TUNED!

sabato 6 marzo 2010

Facebook ammalato?



Negli ultimi giorni ho ricevuto almeno una decina di messaggi dai miei contatti di Facebook contententi virus, ovvero link a pagine di pseudo-download di film, in realtà malware ovvero software creato con il solo scopo di causare danni più o meno gravi al computer su cui viene eseguito.

Ieri anche l'Ansa ha dedicato un lancio alla questione, che non si trova in rete, ma che segnala un software gratuito, fornito dalla Defensio, che impedisce ai cyber-criminali di pubblicare link diretti a pagine-truffa sulle bacheche di Facebook.

Un problema da non sottovalutare, se si considera che la criminalità informatica ha superato il traffico di droga come fonte di guadagno illegale e che secondo una statistica pubblicata tempo fa da Symantec: un’identità online viene rubata ogni tre secondi, questo significa che in un anno ne vengono sottratte quasi 10.512.000.

mercoledì 3 marzo 2010

Facebook non è il Grande Fratello





L'altra faccia del grande successo di Facebook è la corsa verso il basso dell'informazione veicolata.

Come hanno autorevolmente fatto notare Luca De Biase e Massimo Mantellini, la notizia del sorpasso di Facebook ai danni di Google News nel portare contenuti ai giornali fa da contraltare alla triste constatazione (si veda la tabella sopra), che il primo rispetto al secondo fa da cassa di risonanza per siti qualitativamente inferiori. In altre parole, come ha scritto Mantellini un simile flusso si dirige - come era forse prevedibile -verso siti tendenzialmente di cacca.

Era difficile, del resto, pronosticare che dopo le condivisioni in massa di gruppi idioti si passasse improvvisamente ad una svolta intellettuale nell'informazione.

Ma fortunatamente siamo su Internet, dove la libertà è sovrana, nel senso che oltre a poter "cambiare canale" l'utente ha anche la possibilità di dare il proprio contributo in fatto di contenuti.
Facebook non è un reality stile Grande Fratello in cui ci si muove in prima persona ma su binari predefiniti. Oltre ad essere fruitori e diffusori di contenuti gli utenti possono anche esserne creatori, ricavando nicchie di qualità (intesa come capacità di conoscenza, analisi e approfondimento). Il ragionamento, forse, va fatto solo in termini di opportunità, e quindi di valori assoluti anzichè percentuali. E qui sta la chiave di lettura, come dimostra il fatto che ormai il traffico generato da Facebook è in assoluto superiore a quello di bigG.

lunedì 22 febbraio 2010

Rimbalza il bambino down

rimbalza

Premessa: "Il sonno della ragione genera mostri" (Francisco Goya)

Apprezzabile comunicato del ministro leghista Luca Zaia che condanna fermamente il gruppo choc di Facebook, intitolato ''Giochiamo al tiro al bersaglio con bambini down''. Ovvero, quello che Renzo Bossi (futuro consigliere regionale lombardo grazie ai voti leghisti e alle liste bloccate) invitava a fare con gli immigrati.

sabato 20 febbraio 2010

No comment



"Il giornale l'abbiamo sempre fatto, anche prima di Internet"

Ieri mentre mi compiacevo dei link personali generati da Facebook (a proposito di un caso di cronaca nera, purtroppo), mi sono sentito dire questa cosa per la seconda volta nella mia vita.

lunedì 15 febbraio 2010

Google colleziona socialdisastri, ma dorme sonni tranquilli

google wave

Il celeberrimo BigG rischia di perdersi in un bicchier d'acqua e sviluppare una sorta di sindrome da social network. Nonostante i vantaggi acquisiti.

La rincorsa è partita da tempo, ma per ora la vocazione social di Google sembra essere solo quella ai disastri. Anche se le armi sono affilate e le possibilità di investimento importanti.

Partiamo dai sonni tranquilli.

Per ora dalle sfide rimangono defilati gli editori dei media tradizionali. Sarà così, credo, fino a che questi non capiranno che i loro brand, spesso fortissimi fuori dalla rete, non rappresentano un valore altrettanto grande una volta sbarcati nel mare magnum di internet. In tal senso le imprese editoriali tradizionali dovrebbero iniziare a studiare cosa funziona sulla rete per anticipare, magari in un prossimo futuro, operazioni come l'acquisizione di Aardvark da parte di Google.

In altre parole si tratta di acquisire credibilità sulla rete facendo propri servizi strategici e dal potenziale di crescita interessante. Molto più che interrogarsi su come veicolare i propri contenuti (spesso di altissima qualità) su un nuovo media (che in realtà tende ad imporre dinamiche proprie nella fruizione di contenuti).

ed ora veniamo invece ai piccoli grandi incubi quotidiani di BigG

Prendo spunto dalla rubrica di Mantellini su Punto Informatico che evidenzia come a Google con i social network non hanno mai avuto troppa fortuna. Da Orkut a Jaiku, fino al recentissimo Google Wave, progetti e acquisizioni varie nel campo delle reti sociali, dalle parti di Mountain View, quasi mai hanno raggiunto i risultati attesi.

Buzz è solo l'ultimo esempio. Nel frattempo si scopre da San Francisco Chronicle che Facebook ha superato Google per diventare la massima fonte di traffico per alcuni portali principali (cit. De Biase).

E' il successo dei social search engine, che impongono una fruizione dei contenuti diversa da prima, più comunitaria e ragionata, a cui Google cerca ora di porre rimedio con Aardvark, un servizio che consente di porre un quesito e ottenere una risposta dagli amici e dagli amici degli amici. L'ennesimo tentativo di riposizionamento social.

Mi limito a due considerazioni
1. nella vita avere una illuminazione geniale è tanto, la seconda è quasi impossibile. dalla sua nascita ad oggi internet ha mostrato una tendenza democratica a vanificare, nel lungo periodo, i tentativi di egemonia. in questo senso la strategia di consolidamento di google diventa, irrimediabilmente, tempo perso.
2. se ci si pone invece l'obiettivo di consolidare attività editoriali nei nuovi media come nei media tradizionali è forse tempo che i due mondi (a tutti i livelli, non solo ai vertici di Newscorp-Myspace) inizino a sporcarsi le mani investendo reciprocamente gli uni negli altri creando moderne aziende di contenuti e diffusione degli stessi che superino il consolidato dualismo tra nuovi e vecchi media.

sabato 13 febbraio 2010

La Cina censura, ma anche Facebook non scherza

Youku

Stando alle ultime statistiche sulle iscrizioni sembra che la campagna di censura del Governo cinese sui social network stia ottenendo i primi successi. In crescita servizi come Kaixin (la versione gialla di Facebook), Youku e la messaggistica istantanea di QQ.

In Italia intanto continua la censura di Facebook contro i blog sgraditi come Muro di Cani, che al contrario di Nonleggerequestoblog dopo essere stato cancellato (alla maniera di FB ovvero senza uno straccio di riga di motivazione) preferisce starsene alla larga.

venerdì 12 febbraio 2010

Quando il Social diventò Anti-Social

L'uscita di Google Buzz, il nuovo servizio strumento di social network e microblogging, ha destato non poche polemiche sull'utilizzo disinvolto della privacy. Oltre ad altre considerazioni critiche da parte degli utenti di Twitter (uno dei social network che andrebbero integrati).

Su Social Media Today Laurent Francois l'ha definito senza mezzi termini "furto della proprietà sociale", sottolineando che "In termini di fiducia e di etica, è la cosa peggiore che si possa fare".

Il direttore di Nova (Il Sole 24 Ore), Luca De Biase, sul suo blog ha tratto la logica conclusione che "chi accetta di partecipare ai social network deve sapere che alle piattaforme non importa molto della privacy, o meglio della libertà di parola e di silenzio degli utenti". Mettendo Google Buzz sullo stesso piano di Facebook, che qualche settimana fa ha indotto molti utenti a trasformare in informazioni pubbliche quelle che in precedenza erano riservate agli amici. Di fatto lo stesso

Nel frattempo MySpace continua la sua agonia, non capendo che i social network vanno pensati come Luttazzi insegnava ovvero in forma semplificata "per venire incontro alle vostre facoltà mentali". La piattaforma acquistata dalla NewsCorp di Rupert Murdoch del resto mi sembra rispetto al mondo social quello che erano i siti Internet del freeweb prima del 2001, ovvero prima dei blog. Troppo codice, qualche complicazione, pochissima condivisione e, inevitabilmente, una limitatissima possibilità di integrazione con gli altri sistemi (nulla di più anti-social). In questo senso condivido la tesi di Massimo Mantellini sulla scelta inevitabile di un SN preferito, che lui chiama monotasking sociale. Per dirla con Niklas Luhmann è tempo di ridurre la complessità (e direi anche di andare a dormire).

Fuhrerbook

Beh, a volte Hitler è pure condivisibile. Ecco una circostanziata critica alle disfunzioni di Facebook.