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martedì 8 febbraio 2011

Io sto con i vigili del fuoco



Volevo invitare tutti voi a firmare la petizione a sostegno della protesta per la ormai annosa carenza d'organico a Brescia.
Nell'organico mancherebbero 19 ispettori antincendio (in pratica il 100%, non essendocene nemmeno uno), 26 capi reparto (2 soli quelli in servizio, gli altri incarichi che servono sono svolti dai capi squadra), 29 capi squadra (47 quelli in servizio). (domani su Bresciaoggi.it)

sabato 4 dicembre 2010

Enzo Torri, nuovo segretario generale della Cisl di Brescia



Nei giorni scorsi ho intervistato per Bresciaoggi Enzo Torri, (nella foto è a sinistra con il suo predecessore, Renato Zaltieri). C'è un passaggio, tuttavia, che voglio riprendere qui, uscendo dal ruolo di intervistatore ed entrando in quello di blogger.

Rispetto alla Cgil sembrate avere meno appeal, forse anche meno contributi dall'esterno, meno «affluenti sociali» per così dire. È un rilievo fatto anche dalla Uil in un recente dibattito, notando che l'audience è assai diversa.
«Come ha detto il segretario regionale Gigi Petteni: non siamo il sindacato dei talk show. Siamo radicati nella quotidianità che fa meno notizia. Ma non significa avere meno efficacia: la riforma della contrattazione che noi abbiamo sottoscritto ha portato al rinnovo dei contratti, ad un modo efficace di governare la crisi, così come l'estensione degli ammortizzatori sociali. Come dice Guido Baglioni, non si tratta di essere più bravi o cattivi, ma di essere capaci di interpretare rispetto ai mutamenti in atto».


La risposta di Torri è incontestabile. I risultati ci sono. Ai posteri lasceremo l'ardua sentenza. Io tuttavia non trascurerei il ruolo che nell'adesione ad un certo mondo sindacale svolge tutto ciò che ruota intorno ad esso. Oggi credo che le organizzazioni non possano più limitarsi ad essere degli efficienti centri servizi ma debbano riconquistare quel ruolo di elaborazione politica che avevano in passato. Un ruolo che paradossalmente potevano accrescere dopo la morte dei partiti storici, e che invece è andato via via atrofizzandosi rendendole sempre più autoreferenziali (cioè chiuse e capaci solo di dialogo interno).
La mia non vuol essere una critica ma un augurio al nuovo lavoro di un segretario che nel prossimo anno e mezzo potrà tutt'al più gettare le basi per un lavoro di prospettiva. E che per essere convincente dovrà mostrare inevitabilmente segni di innovazione e di rottura degli schemi recenti se vorrà guadagnare autorevolezza.

mercoledì 6 ottobre 2010

Scuola da riallineare Politica da disallineare



E' sempre interessante partecipare ad un convegno quando i partecipanti escono dagli schemi politici precostituiti e vanno ai contenuti senza pregiudizi.

Così ieri Piero Ichino (Pd): riferendosi alla riforma della scuola del ministro Mariastella Gelmini, ha invitato addirittura «ad essere più coraggiosa, ad andare fino infondo». Il senatore democratico si è detto d'accordo con la riforma invitando a «dimezzare lo stipendio ai ricercatori che non pubblicano nemmeno una riga: anche perchè i dati già ci sono». E rispetto al mercato del lavoro ha rilanciato il suo modello di flexsecurity

Mentre Michele Tiraboschi (consulente ministero del Welfare): il problema non è quello di avere leggi diverse, ma di applicare le esistenti. «La Biagi è solo al 30% delle sue potenzialità - ha evidenziato - e ad esempio sulla combinazione scuola lavoro la Lombardia, prima regione in Italia, è arrivata ad una legge applicativa otto anni dopo l'entrata in vigore». La sostanza per il consulente del ministro Sacconi è che: «le leggi non sono buone o cattive, dipende da chi le fa applicare ed il cambiamento non è solo legato alle modifiche legislative ma soprattutto a regole disapplicate».

Una "sinistra" che parla di regole e prese di posizione aspre, una "destra" che chiede cultura e ritiene sufficienti le leggi esistenti... solo per me è una curiosa novità?

sabato 11 settembre 2010

Bonanni a Brescia e la platea che non mugugna più



Raffaele Bonanni è stato a Brescia due giorni dopo l'aggressione di Torino.
La platea cislina - che pure nell’ultima occasione in cui il leader era stato a Brescia non gli aveva risparmiato i mugugni - stavolta ne ha sottolineato i passaggi più significativi con approvazione. Potere delle contestazioni scriteriate che fanno ritrovare spirito unitario. Qui trovate la mia pagina su Bresciaoggi.

Tra le cose dette condivido soprattutto un passaggio. Anche perchè nelle occasioni pubbliche in cui ho avuto l'opportunità di dire la mia ho sempre sottolineato che la crisi in Italna non nasce dalla finanza scriteriata ma da un modello produttivo (soprattutto in Italia) entrato in crisi. Bonanni ieri ha detto: «l’Italia è stata negli ultimi cinquant’anni la Cina d’Europa, e Brescia la Cina italiana, ma quando si cresce molto ci si ammala ed ora bisogna trovare un nuovo punto di equilibrio». E spero di non essere stato l'unico a prendere nota, accostando questa frase a quel che dico io: "se giochi a fare il cinese prima o dopo arriva qualcuno più cinese di te".

Tra le tante definizioni ossequiose sentite in questi giorni del sindacato ce n'è una - registrata ovviamente a microfoni spenti - che a mio modo di vedere inquadra alla perfezione la situazione di tanti organismi di rappresentanza (di lavoratori, ma anche delle imprese) che coglie il momento, l'evoluzione, i metodi e le prospettive dell'associazionismo economico, ridotto ormai alla somma di "enti parastatali autoconservativi a porte girevoli".

sabato 28 agosto 2010

Armi, ecco il futuro del Banco di Prova



Su Bresciaoggi (in una pagina che potete scaricare qui ho anticipato il progetto, attraverso il quale il Banco nazionale di Prova di Gardone Valtrompia sta cercando di diventare interamente bresciano sotto l’egida della Camera di commercio in qualità di azienda speciale.

Riporto qui soltanto la parte relativa alla ricostruzione delle vicende degli ultimi due anni. Dal decreto taglia enti di inizio 2009 (Brunetta) fino al tentativo centralista di far passare il ministero dal 25% al 60% in Cda, perchè credo sia un esempio della schizofrenia politica di questo Governo, del suo modo di muoversi, della totale inconcludenza e strumentalità della gran parte dei provvedimenti adottati o solo ventilati.

L’ente è da due anni al centro di una querelle tra le istituzioni locali ed il Governo. Ad inizio 2009 inspiegabilmente il Banco nazionale di prova delle armi (che è privato, ma di interesse pubblico) venne incluso nella lista degli enti inutili da tagliare del celebratissimo decreto Brunetta. Dopo il grande clamore iniziale, tuttavia, quel decreto non tagliò nulla. Durante Exa 2009 l’allora ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola - ai tempi ancora in sella, e ancora ignaro di chi gli avesse pagato casa - garantì ai produttori: «Il Banco non si tocca. Ci penso io, non so come ma ci penserò io». Il danno era evidente: la chiusura avrebbe creato un vuoto a livello nazionale visto che la struttura è l’unica in Italia atta a certificare armi e munizioni idonee a finire sul mercato. Dopo l’estate la prima svolta con la riabilitazione dell’ente, in seguito al cosiddetto «piano di riordino», che tuttavia lo appesantì burocraticamente imponento un collegio sindacale (30 mila euro circa all’anno di nuovi oneri). Degli 84 organismi che al 31 ottobre aderirono al «piano di riordino» nessuno fu tagliato.
Superato l’ostacolo Brunetta il Banco di Prova è finito nel mirino del Governo all’inizio del mese di giugno. L’obiettivo: ridurre i membri del Cda da 12 a 5 membri. Un taglio che nascondeva un fine secondario, perchè la riforma prevista puntava ad un azzeramento della presenza degli enti territoriali ed il depotenziamento della rappresentanza delle aziende (un armiere ed un munizonista in minoranza). Allo stesso momento la conferma dei 3 membri di nomina ministeriale avrebbe portato le nomine ministeriali dal 25% al 60% del Cda. La notizia cadde nei giorni della prima Exa international (a Toronto), e la reazione delle istituzioni locali economiche e politiche fu immediata, con il presidente della Camera di commercio Francesco Bettoni e quello del Banco di Prova, Aldo Rebecchi, che puntarono alla liberalizzazione dell’ente con l’intento di difendere una specificità locale, che ora ha portato a questo progetto.

sabato 8 maggio 2010

Brescia e "Rete imprese Italia", dopo il metodo il merito



L'accordo sottoscritto dalle associazioni artigiane e del commercio è un punto di partenza meritorio di semplificazione della rappresentanza istituzionale del mondo della piccola impresa nel nuovo soggetto "Rete imprese Italia". Anche a Brescia, dove fu Confesercenti a dire pubblicamente circa un anno fa che questa doveva essere la strada da intraprendere (accogliendo via via sempre convinte adesioni delle altre sigle presenti), ieri ha comunicato la sua unanime adesione.

Il passaggio, tuttavia, delinea un nuovo metodo di rappresentanza che, semplificando il quadro generale, deve ora lasciare più spazio al merito delle proposte ed al rapporto tra l'azione e i risultati. Troppe volte infatti la rappresentanza associativa cerca alibi (l'inconcludente politica, il litigioso sindacato, o i vari antagonisti estemporanei utili per giustificare i propri insuccessi). In altre parole, per le associazioni è la fine del collateralismo (che le vedeva idealmente vicine a questo o quel partito), ma anche la fine degli alibi: la loro esistenza sarà valutata sui risultati, pena la cancellazione della loro cifra politica.

Nella conferenza stampa di ieri, infine, mi pare sia emersa tutta la statura politica dei leader delle associazioni a livello provinciale, laddove, proponendo che anche Assopadana e gli autotrasportatori entrassero nel patto, Enrico Mattinzoli (presidente di Associazione artigiani, esponente Pdl, finiano per qualità e cultura) ha subito marcato la differente capacità di elaborazione, analisi, proposta e strategia tra sè e il resto della compagine.

venerdì 7 maggio 2010

Sistema Brescia

Su Bresciaoggi la mia intervista a Renato Zaltieri, segretario Cisl e rappresentante dei sindacati in Camera di commercio.

Fu vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza.

sabato 1 maggio 2010

Buon Primo Maggio a tutti

«Io sono orgoglioso di essere italiano, ma mi sento anche cittadino del mondo, sicché quando un uomo in un angolo della terra lotta per la sua libertà ed è perseguitato perché vuole restare un uomo libero, io sono al suo fianco con tutta la mia solidarietà di cittadino del mondo».

(Sandro Pertini, 31.12.1978)





giovedì 29 aprile 2010

Ripartire in Ferrari

Devo dire che l'onorevole Pierangelo Ferrari (Pd) sto imparando a conoscerlo un po' alla volta attraverso il suo blog.

Al di là del sarcasmo che usa sul provvedimento "casco obbligatorio per tutti i ciclisti", riporto qui un passaggio importante della sua giornata parlamentare: il Governo ha bocciato l’estensione da dodici a diciotto mesi della cassa integrazione ordinaria, provvedimento che stava per passare grazie all'intervento trasversale di maggioranza e opposizione.

venerdì 23 aprile 2010

Associazioni di categoria

Ogni tanto ritorna il tema della rappresentanza unica delle piccole imprese. Ma ho sempre più l'impressione che dirlo alla stampa anzichè ai diretti interessati sia ormai il metodo migliore per non essere attaccabili e rimanere immobili...

Lo hanno detto anche:
il vicepresidente nazionale di Confesercenti, Piergiorgio Piccioli
il presidente della Camera di commercio, Franco Bettoni

Considerando che in Cdc a Brescia stanno tutti nella maggioranza viene da chiedersi quale sia l'ostacolo..

venerdì 16 aprile 2010

Lavoro e crisi

Oggi Sebastiano Zanolli nel suo blog, spiega in tre storie quello che io banalizzando dico ogni tanto quando faccio notare che: "c'è così tanta gente che si accontenta di mille euro al mese senza puntare ad avere di più da rifiutare anche i piccoli lavori da 250 euro".

martedì 13 aprile 2010

Caccia, chi vuole sabotare la riforma?



Nei giorni scorsi ho intervistato il senatore Franco Orsi, relatore in Parlamento della riforma della normativa nazionale sulla caccia. E' stato un bel momento per tornare, pur in un ambito molto tecnico e specialistico, ad un tema politico specifico.

Mi convince poco la correzione del tiro, fatta dal senatore, alla mia domanda sui tempi di realizzazione della riforma, quando Orsi dice: "non escludo un cambio di strategia, non una riforma ma interventi su temi cruciali". Questo non perchè l'idea sia sbagliata o fuoriluogo ma perchè mi pare la realistica ammissione del rischio di sabotaggio della riforma da parte del fuoco amico di tre ministri: Frattini, Brambilla, Prestigiacomo.

Mi piacerebbe ora capire cosa stanno facendo a tal proposito i parlamentari di opposizione del Nord su un tema che qui da noi muove grandi interessi, economici, sportivi e, mettiamocelo pure, turistici...

venerdì 2 aprile 2010

Fotografie in negativo



Parlare con i sindacati di questi tempi è come vedere la stessa fotografia proposta una volta in versione originale e l'altra nel suo negativo. Stesso soggetto, colori e contorni opposti.

L'ho scritto oggi dopo aver intervistato i tre tenori delle confederazioni bresciane: Zaltieri, Zanelli e Galletti.

giovedì 25 marzo 2010

Non contiamo più un cazzo



Nei giorni scorsi ho intervistato Marco Fenaroli in qualità di ex segretario della Camera del lavoro di Brescia.

Curiosamente Fenaroli (tra le tante altre cose) sostiene che: "ragionare sullo sviluppo di Brescia a prescindere dal livello regionale in questo momento non è più possibile". Voglio sgomberare il campo da equivoci: non si tratta di una suggestione pre-elezioni regionali, ma di qualcosa di molto simile a quanto disse quest'estate (sempre a me, sempre in un'intervista) Francesco Bettoni sostenendo: "Un modello nuovo, che abbandoni la centralità provinciale per ragionare su larga scala, su base regionale, ridefinendo economicamente la gestione delle risorse e l'erogazione di servizi per dare più efficienza alle imprese".

Una curiosa coincidenza che attraversa un po' tutto l'arco costituzionale ed anche economico della provincia. Non trattandosi di convergenza tra Fenaroli e Bettoni mi sembra solo l'occasione per constatare che nel tempo in cui si parla più di territorio, il territorio è molto più vuoto di prima. In altre parole: non contiamo più un cazzo.

sabato 20 marzo 2010

Informatica: il vero volto della crisi



I dati diffusi da Assinform nei giorni scorsi suggeriscono riflessioni ben più profonde rispetto alla semplice considerazione congiunturale di una crisi che si ripercuote anche sul settore informatico.

L'allarme è soprattutto uno. Evidenziato anche da Business online: Il disinvestimento italiano in Information Technology, pari a 1.657 milioni di euro, è un segnale allarmante di arretramento del Paese verso assetti strutturali di basso profilo competitivo, che rischiano di condannarci alla stagnazione.

La notizia stride se ad esempio messa in parallelo con quella riportata da Luca de Biase sul suo blog a proposito delle nuove assunzioni nel settore informatico al New York Times. Non, in sostanza, profili legati direttamente al prodotto ma alla sua evoluzione.

E' questo ciò che mi spaventa di più della crisi: l'incapacità di visione da parte di molti imprenditori. L'atteggiamento conservatore del Paese. L'incapacità di progettualità per una politica dell'Information technology incentivante.

domenica 14 marzo 2010

Sciopero Cgil a Brescia, intervista a Damiano Galletti



Su Bresciaoggi di sabato ho firmato la prima intervista a Damiano Galletti da segretario della Camera del lavoro di Brescia. Il futuro?. Una Cgil che punta a sopperire allo spazio sociale che nei comuni i partiti hanno lasciato vuoto.

Sono sostanzialmente d'accordo quando Galletti dice che la firma sull'avviso comune (articolo 18) è un attentato al lavoro ed una ulteriore spinta verso la sua eccessiva precarizzazione. Ma poi gli chiedo: "Zaltieri (il segretario Cisl, ndr) dice che lo sciopero del primo marzo (quallo degli immigrati) avrebbe escluso dalla piazza buona parte degli stessi interessati che al momento risultano occupati ma senza le garanzie sindacali adeguate, preferendo una manifestazione nel fine settimana". Ma secondo Galletti "il problema non sussiste, perchè la partecipazione è stata alta". (Un tema di cui avevo già scritto qui).

In sostanza da una parte si punta ad un'azione per il futuro (contro la firma separata di Cgil e Cisl) ma dall'altra non si mettono in discussione i metodi di questa azione, negando in sostanza che già oggi parte del mondo del lavoro è marginalizzata anche nelle opportunità di partecipazione. Verrà un giorno in cui la sinistra sindacale rinnoverà davvero i suoi clichè puntando al reale più che alla consolazione garantita dalle pratiche consolidate?

mercoledì 3 marzo 2010

La svolta Cgil, Brescia d'opposizione

Oggi (seconda giornata di Congresso) si elegge il nuovo Direttivo della Cgil di Brescia che, successivamente, salvo sorprese dell'ultim'ora, eleggerà il nuovo segretario generale. Sarà Damiano Galletti a ereditare una Cgil d'opposizione anche nell'organizzazione nazionale (la sola, con Reggio Emilia, ad aver votato contro Guglielmo Epifani per la mozione Moccia-Rinaldini-Podda).

E nella Cgil di oggi c'è già molto più di Galletti, ex Fiom, che dello stesso Fenaroli, ex Spi (storicamente, ed anche oggi, la categoria più a destra della Cgil). Con lui la segreteria dovrebbe essere composta da Ida Arici, Luciano Pedrazzani e Pierluigi Cetti.

Significativo che il consigliere Pd Claudio Bragaglio abbia voluto fare un plauso «al cambiamento di direzione impostato» augurandosi al contempo che «faccia tesoro dell'esperienza sindacale estremamente positiva di Fenaroli». Sarà forse un preoccupato messaggio in codice?