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sabato 22 gennaio 2011

[dsb] nuove tensioni tra i metalmeccanici, mentre la Cig continua a crescere



Altra giornata intensa ieri nel mondo del lavoro bresciano. Da registrare l'ennesimo attrito tra i meccanici della Fim Cisl e della Fiom Cgil. Le assemblee unitarie nelle fabbriche sono già saltate.

«Nello svolgimento delle prime assemblee calendarizzate unitariamente, in questi giorni relative al tema accordo Mirafiori, alcuni operatori della Fim sono stati oggetto di provocazioni e minacce che non hanno permesso agli stessi l'esposizione delle nostre posizioni». Per questo si considera «non più attuabile un percorso di assemblee unitarie, che potrà essere ripreso qualora i principi fondamentali di libertà di espressione saranno garantiti consentendo il ripristino delle fondamentali regole democratiche, a scapito di una corretta informazione che consenta alle persone di formarsi una opinione consapevole sui fatti». Lapidaria la replica del segretario Cgil Damiano Galletti, impegnato ieri nel direttivo della sua organizzazione: «Stupefacente che la Fim si tiri indietro dopo due anni a fronte di discussioni accese. Prendere l'occasione per interrompere le assemblee è un fatto grave: ci sono state critiche da parte dei lavoratori, ma parlare di minacce è pretestuoso e fuori luogo».

Ieri la Cgil era anche impegnata nel direttivo che ha sancito il sostegno allo sciopero Fiom del 28 gennaio. Tra i temi più interessanti della relazione del segretario Damiano Galletti c'è la legittima domanda sul piano d'attuazione degli investimenti promessi da Fiat.

Su Mirafiori l'idea è chiara: «la metà dei lavoratori ha detto che i diritti non sono merce di scambio e che le condizioni del lavoro non possono ulteriormente peggiorare». Con una domanda chiara: «Quello che si sa è che a distanza di oramai un anno dal lancio di Fabbrica Italia quel piano - che prevedeva investimenti per 20 miliardi di euro in Italia entro il 2014 - è fermo e non se ne sa molto».


Un tema che è peraltro molto bresciano e si innesta nella altrettanto legittima presa di posizione del Pd sull'Iveco con relativa richiesta di garanzie per il sito bresciano che del resto nei giorni scorsi era stato definito da Laura Valgiovio, segretario generale della Fim Cisl:

un dramma sociale, perchè a causa della mancanza di lavoro la Cassa integrazione ha tolto mediamente 5 mila euro all'anno ad ogni lavoratore negli ultimi 2 anni, e l'accordo sottoscritto non è mai stato verificato per mancanza di mercato.









Intanto, mentre la Uil tenta per l'ennesima volta un link politico risolutivo, si segnalano nuovi casi di Cassa integrazione, come riportato oggi da Bresciaoggi.

IN VALSABBIA cassa integrazione per sei settimane alle Industrie Pasotti. Lo stabilimento di Prevalle sarà chiuso per una settimana mentre a Sabbio ci si fermerà per tre giorni la settimana. Cassa straordinaria per crisi invece alla Bieffe di Sabbio Chiese. Lunedì in Regione ci sarà il vertice sull'azienda.

Scontro, invece, tra la Pama prefabbricati srl e i sindacati sul tema delle garanzie per i lavoratori, come riporta Bresciaoggi.

IERI in tribunale si è tenuta l'udienza per l'ammissione al concordato preventivo della Pama prefabbricati spa di Rezzato. La proposta è di pagamento integrale dei privilegiati e del 63% per i chirografari. Il tribunale si è riservato di valutare la proposta.
I sindacati in una nota parlano di «comportamento antisindacale e lesivo della dignità dei lavoratori» ricordando gli incontri delle scorse settimane con la proprietà - giudicati «evasivi» - ed il vertice con il sindaco di Rezzato dei giorni scorsi. «Alla richiesta di conoscerne i dettagli - si legge nella nota firmata da Fillea-Cgil Filca-Cisl Feneal- Uil Brescia - l'azienda non ha saputo dire con chi fosse in corso la trattativa e se l'eventuale liquidità derivante sarebbe stata sufficiente a tamponare la grave situazione debitoria, e l'intervento del primo cittadino non ha incontrato alcuna disponibilità della Pama ad aprire una trattativa con le Organizzazioni Sindacali». Il comunicato conclude annunciando che ogni ulteriore valutazione è rimandata alla assemblea dei lavoratori convocata per la prossima settimana.

sabato 15 gennaio 2011

Diario sindacale bresciano: nubi sulla Newcocot (Cogno, 144 addetti); 7 in mobilità (su 44) alla Igor di Orzinuovi

Pressing sul liquidatore (il professionista Giovanni La Croce, che ha accettato l'incarico) per ottenere un incontro urgente al fine di conoscere l'impatto delle decisioni assunte sull'attività produttiva in Valcamonica. (cut) Mentre nella Bassa bresciana, precisamente a Orzinuovi, come spiegano fonti sindacali, va registrato l'accordo per la messa in mobilità di 7 dei 40 dipendenti della I.G.O.R. spa


continua su bresciaoggi.it

da registrare anche l'intervento di Damiano Galletti (segretario della Cgil bresciana) all'assemblea delle Camere del lavoro di Chianciano dell'11 e 12 gennaio)





venerdì 2 aprile 2010

Fotografie in negativo



Parlare con i sindacati di questi tempi è come vedere la stessa fotografia proposta una volta in versione originale e l'altra nel suo negativo. Stesso soggetto, colori e contorni opposti.

L'ho scritto oggi dopo aver intervistato i tre tenori delle confederazioni bresciane: Zaltieri, Zanelli e Galletti.

domenica 14 marzo 2010

Sciopero Cgil a Brescia, intervista a Damiano Galletti



Su Bresciaoggi di sabato ho firmato la prima intervista a Damiano Galletti da segretario della Camera del lavoro di Brescia. Il futuro?. Una Cgil che punta a sopperire allo spazio sociale che nei comuni i partiti hanno lasciato vuoto.

Sono sostanzialmente d'accordo quando Galletti dice che la firma sull'avviso comune (articolo 18) è un attentato al lavoro ed una ulteriore spinta verso la sua eccessiva precarizzazione. Ma poi gli chiedo: "Zaltieri (il segretario Cisl, ndr) dice che lo sciopero del primo marzo (quallo degli immigrati) avrebbe escluso dalla piazza buona parte degli stessi interessati che al momento risultano occupati ma senza le garanzie sindacali adeguate, preferendo una manifestazione nel fine settimana". Ma secondo Galletti "il problema non sussiste, perchè la partecipazione è stata alta". (Un tema di cui avevo già scritto qui).

In sostanza da una parte si punta ad un'azione per il futuro (contro la firma separata di Cgil e Cisl) ma dall'altra non si mettono in discussione i metodi di questa azione, negando in sostanza che già oggi parte del mondo del lavoro è marginalizzata anche nelle opportunità di partecipazione. Verrà un giorno in cui la sinistra sindacale rinnoverà davvero i suoi clichè puntando al reale più che alla consolazione garantita dalle pratiche consolidate?

mercoledì 3 marzo 2010

La svolta Cgil, Brescia d'opposizione

Oggi (seconda giornata di Congresso) si elegge il nuovo Direttivo della Cgil di Brescia che, successivamente, salvo sorprese dell'ultim'ora, eleggerà il nuovo segretario generale. Sarà Damiano Galletti a ereditare una Cgil d'opposizione anche nell'organizzazione nazionale (la sola, con Reggio Emilia, ad aver votato contro Guglielmo Epifani per la mozione Moccia-Rinaldini-Podda).

E nella Cgil di oggi c'è già molto più di Galletti, ex Fiom, che dello stesso Fenaroli, ex Spi (storicamente, ed anche oggi, la categoria più a destra della Cgil). Con lui la segreteria dovrebbe essere composta da Ida Arici, Luciano Pedrazzani e Pierluigi Cetti.

Significativo che il consigliere Pd Claudio Bragaglio abbia voluto fare un plauso «al cambiamento di direzione impostato» augurandosi al contempo che «faccia tesoro dell'esperienza sindacale estremamente positiva di Fenaroli». Sarà forse un preoccupato messaggio in codice?