venerdì 27 agosto 2010

Caviale-gate, dura la vita se sei uno storione



Ieri, dopo aver espresso la mia critica nei confronti del comportamento degli pseudo moralismi anti caccia che tollerano la pesca - in qualsiasi forma - c'è stata una strage di storioni (nella foto un esemplare scosso dall'accaduto) in provincia, all'Agroittica di Calvisano, famosa per allevare del pesce così buono da riuscire a vendere il caviale anche ai russi (che è un po' come la storia del ghiaccio e degli eschimesi).

Si tratta (come dico del pezzo), del terzo incidente per gli storioni nella Bassa, il secondo nell'ultimo mese. Che non si vada verso uno storioni-gate?

Se siete scaramantici non leggete questo blog :)
Io non lo sono mai stato.

giovedì 26 agosto 2010

Ambientalismi



da una segnalazione di Maurizio Balducci

Chissà se Donatella Bianchi - conduttrice della trasmissione Rai Linea Blu - inorridirebbe con un uccello morto in mano appena cacciato, visto che con un pesce boccheggiante non batte ciglio.

A pensarci bene Linea Blu è l'ispirazione per un nuovo format tv.
TITOLO: Cacciaturismo.
SVOLGIMENTO: una famiglia ha una casa in campagna ed un allevamento di quaglie e fagiani che vengono liberati e cercati col cane, per poi essere abbattuti con il fucile. La parata si conclude con una bella tavolata di selvaggina preparata dalla cuoca di casa.

Appassionante, naturale, sufficientemente wild. Non c'è che dire...

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Writing, Brescia alla ricerca di un modello di dialogo



Su Bresciaoggi parlo del writing a Brescia. Il dibattito si è aperto nei giorni scorsi dopo che i nuovi treni del metrobus sono stati trovati taggati.

Credo che oggi il giornale abbia dato due contributi importanti, quello di Alessandro Mininno, che da anni svolge attività di ricerca sul writing ed ha pubblicato tre libri sul tema. E il mio pezzo in cui ho cercato di andare al cuore del problema, perchè, ad esempio, urlare che si spenderanno 250 mila euro per pulire i muri (che in realtà sono molti meno) se non viene paragonato con le cifre delle altre città è una somma senza alcun significato. E metterlo in cima ad un corposo programma come quello della Loggia (che in realtà parla di benaltro ed ha tutt'altra impostazione) è semplicemente fuoriluogo e fuorviante.

In realtà l'assessore Mario Labolani e il vicesindaco Fabio Rolfi hanno scelto la via del dialogo con i writers. Ed hanno elaborato un intelligente piano di collaborazione in otto punti per dare spazio alla creatività. Non è la fine del tag illegale, ma un ottimo modo per provare a risolvere il problema. Nei giorni scorsi ero personalmente infastidito dal fatto che tutto si stesse riducendo ai proclami polizieschi lanciati contro i taggatori del metrobus.

Mi spiego. Se Labolani dice: ora li prendiamo e pagheranno, semplicemente fa il suo dovere. Ma il messaggio non può fermarsi lì, e personalmente credo che giornalisticamente questo non sarebbe nemmeno il "titolo" se vivessimo in un Paese che sa far rispettare le leggi ed applica con equilibrio le sanzioni previste.

Anche io, come hanno fatto notare altri, sono convinto che la questione sia stata sollevata per una banale quisquilia di campanile contro Radio Onda d'Urto, che in questi giorni sta tenendo la tradizionale festa, che nell'Alabama bresciana rappresenta comunque il più importante evento culturale dell'estate (perchè è in assoluto il più partecipato). Ma mi pare che l'intento sia fallito.

E' un vero peccato che ci sia costantemente bisogno di accendere piccoli focolai ed inscenare dei muro contro muro, quando invece la razionalità dei provvedimenti e dei programmi amministrativi porta esattamente dall'altra parte. Forse, e lo dico direttamente a Labolani e Rolfi: si ignora che il costante clima di allarmismo crea una città psicologicamente più insicura, diffidente e sospettosa, difficile da far crescere da un punto di vista collaborativo, per non dire empatico.

In sostanza dico BRAVI a Labolani e Rolfi sul piano amministrativo. Peccato questo continuo sfociare del ruolo istituzionale in quello politico. Che rimane, purtroppo, quel che è.



Le due immagini di questa pagina sono prese da Gismovive.

lunedì 23 agosto 2010

Basta alle aziende amiche in Facebook

Ciao,
vi sto rimuovendo dai miei amici in quanto ho aderito ad una campagna per un uso corretto e migliore di Facebook: per le persone esistono i profili, per le aziende le pagine. Sarà felice di seguirvi nuovamente non appena aprirete la vostra pagina su Facebook. Avvisatemi quando accadrà.
A presto
Giovanni Armanini


Con questo messaggio inviato a tutti i miei "amici" di Facebook che non corrispondono ad altrettante persone reali sto aderendo alla campagna per un uso più consapevole di Facebook che venne lanciata qualche settimana fa da Marco Gafforini. Nelle prossime settimane segnalerò inoltre quando mi verrà chiesta l'amicizia da uno di questi falsi profili.

sabato 21 agosto 2010

Politica e Facebook

Vendola ha superato Berlusconi su Facebook, ma per Bossi c'è sotto qualcosa (no, non scherzo, vedetevi il link).

Io nel frattempo ho compilato la classifica dei politici bresciani con più "amici" pubblicata oggi a pagina 10 e 11 su Bresciaoggi, cercando anche di dare un valore a questi indici: gradimento? visibilità? attivismo? Un dibattito che resta aperto.

Ne parla anche il blog Virtualeco di Fabrizio Martire (Uncle Pear), uno dei due esperti che ho interpellato.

In classifica anche la bresciana Maria Stella Gelmini, che evidentemente ha più fan della zucchina, del cetriolo, della felce e pure - incredibilmente - della banana


l'immagine è presa da Vistracàonpetto di Ettore Ferrini

mercoledì 18 agosto 2010

Mercanti e servi

Marco Toresini sul suo blog invita a riflettere e commentare il concetto tornato nei commenti di queste ore, a proposito della morte di Francesco Cossiga, di "servitore della Repubblica", chiedendosi "quanti oggi, in uno scenario politico tutto sommato desolante, possano fregiarsi senza cadere nel ridicolo del titolo di servitore dell'Italia". Il mio primo link mentale è stato a questo controverso testo dei Nomadi e al suo approdo: "Mercanti e servi, la stessa vita, sogni o denari, sabbia fra le dita".







Lasciamo per un attimo da parte pensieri di malafede. Cosa ispira l'azione di un "servitore della Repubblica" se non un dogmatico atto di fede nei confronti dell'istituzione servita? Un'idea dettata da una fede totale, che prevede anche silenzi e ragioni di stato e ne difende legittimità ed efficacia a dispetto di altri valori come la libertà individuale. Una logica, per sua natura, con tratti allo stesso tempo positivi e negativi. Una logica sfociata nell'elitarismo del picconatore (che colpiva i palazzi disorientando l'establishment, ma senza nessuna intenzione di soppiantarlo - e fu anche picconatore di Calciopoli, come ricordato oggi dai blogger filomoggiani) che parrebbe in contrasto con l'anti-istituzionalismo di questi giorni, che punta allo scontro tra costituzione formale e materiale.
Invece questa volta ha visto bene l'augusto direttore del Tg1, Minzolini che già ha lucrato sulla morte del "servitore".

Accostare lo scontro in atto con le sue picconate (al contrario di quello che sembra voler dire il link precedente) non è fuori luogo. Sullo sfondo non appare più la stessa idea fideistica di una Repubblica - bene supremo - da servire, ma la chimera di quella libertà dei giusti che è in definitiva solo la ragione di una parte contro l'altra, l'ennesima (ecco il parallelo) mossa destabilizzante di un establisment che vuole perpetuare se stesso alla faccia delle istituzioni.

Dai servi ai mercanti, insomma, avevano visto bene i Nomadi: è "la stessa vita, sogni o denari, sabbia fra le dita". Ma visto che sono in vena di citazioni ve lo dico anche con J-Ax: "nel paese dei furbi i ribelli sono gli onesti". E nel paese dei picconatori conservatori difendere l'istituzione formale per ora vi farà solo un po' più progressisti. Insomma, nessuno, forse, può oggi fregiarsi del titolo di "servitore della Repubblica". Ma non ne sentiremo la mancanza.