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giovedì 13 maggio 2010

Le preferenze a Bossi (della serie: io l'avevo detto)



Nel periodo pre elettorale, parlando con qualche amico, avevo detto che secondo me Renzo Bossi detto "la Trota" (vedi foto) avrebbe preso parecchie preferenze in quanto, chiamandosi Bossi, si sarebbe avvalso di quei tanti voti che solitamente venivano annullati alla Lega nelle precedenti consultazioni. Avevo infatti seguito diverse volte in passato gli spogli notando che non era infrequente che venisse scritto "Bossi" sulla scheda, a prescindere dal fatto che il senatùr Umberto fosse candidato o meno.

Oggi apprendo dal blog di Alessandro Gilioli che effettivamente questa mia deduzione non è così fuori luogo. Lo testimonia un segretario di seggio che a conclusione della sua lettera si chiede: "Forse, più che interrogarsi su “chi l’ha votato” occorrerebbe chiedersi se il sistema elettorale è corretto".

martedì 13 aprile 2010

Internet Nobel per la pace, un pretesto per dire tutto e il contrario di tutto



Nelle scorse settimane ho espresso il mio dissenso per la candidatura di Internet al Premio Nobel per la pace avanzata da Wired. Avevo registrato da Bresciaoggi le confuse motivazioni dell'onorevole Viviana Beccalossi. Purtroppo non c'è stato verso di avere la risposta dell'onorevole Pierangelo Ferrari, nonostante una mia mail del 17 marzo 2010 al suo inidirizzo della Camera dei deputati. Eppure Ferrari, del Pd, ha un blog e dovrebbe essere molto sensibile e ricco di spunti in materia.

Sostanzialmente ho sempre evidenziato come fosse assurdo dare un premio a uno strumento, che non è nè buono nè cattivo, ma solo uno strumento.

Uscire da questa categoria significa celebrare il mezzo attribuendogli dogmaticamente, direi quasi fideisticamente, una natura "buona" (operazione totalmente fuoriluogo), ma al contempo esporsi a tesi deliranti come quella di oggi letta su Il Giornale e segnalata anche dal blog di Alessandro Gilioli, che per difendere la Chiesa spara a caso sostenendo che, si sorvola sulla massiccia presenza in Internet di siti pedofili strutturati da social network o paludati da blog e chiede perché nessuno ha messo sotto processo Internet che pullula di lerci siti pedofili? Due operazioni di segno opposto ma figlie di una comune matrice che stravolgendo la natura stessa di un media ne svilisce il possibile contributo al bene comune.

Siamo insomma al processo dei mezzi che rischia solo, a prescindere dal vincitore, di mortificare quello che è il reale contributo del medium stesso, ovvero la predominanza del contenuto.

Ho accostato le due cose per un semplice motivo: il tentativo di beatificare uno strumento, così come quello di controllarlo e imbavagliarlo (molto fiorente, quest'ultimo, anche in Italia) secondo me sono figli dello stesso errore di valutazione, ovvero quello di spostare lo scontro dal contenuto al mezzo. Uno spostamento che sconfina rendendo necessaria una attenzione supplementare, perchè quando questo accade ad essere minacciata è la libertà di tutti.

domenica 14 febbraio 2010

Par condicio tra fascisti di colori diversi

fascisti

L'Italia si interroga sull'applicazione della par condicio, senza che nessuno dica (così, per ricordarlo) la banalità che quella legge è solo la famosa "toppa che è peggio del buco", ovvero il conflitto d'interessi.

Intanto Renata Polverini applica a modo suo la par condicio: dopo aver candidato il fratello dell'ultras laziale Gabriele Sandri (quello ucciso in autogrill) e "avendo messo a rischio in questo modo i voti dei romanisti, Polverini ha deciso di aggiungere in lista anche l’ultras giallorosso Zappavigna".

Ne riferisce qui Alessandro Gilioli.