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venerdì 22 aprile 2011

[DSB] Cacciamali di Mairano, una piccola Fiat al contrario...

Cosa sarebbe successo se il referendum Fiat fosse stato bocciato? A Brescia in questi giorni abbiamo avuto (in piccolo) la risposta.

Alla Cacciamali di Mairano i lavoratori si sono rifiutati di votare un piano di salvataggio (l'azienda è fallita e i loro 145 posti di fatto non esistono più) che avrebbe riattivato 35 posti subito e 90 su 145 entro 24 mesi. La differenza non è da poco. Non c'è stato un no, ma un voto mancato. Perchè? La Fim Cisl la spiega così:

«A Brescia c'è una modalità di confrontarsi e discutere a livello sindacale che fa paura ai lavoratori e alle imprese».


e ancora:

«Gli industriali considerano Brescia una provincia in cui è impossibile investire in progetti importanti e una parte del sindacato sta contribuendo ad allontanare le risorse per il rilancio del territorio».


Ieri la
presa di posizione dell'azienda
che avrebbe dovuto riattivare la Cacciamali dopo il fallimento affidato ad un comunicato, che tra le altre cose sottolinea:

La situazione che si è determinata renderebbe imprudente ogni tipo di investimento (preventivato in circa 9 milioni di euro) in quel plesso produttivo e ciò con enorme rammarico per chi, come noi, ha lavorato da mesi al progetto ed ha creduto alla possibilità di ripresa di uno storico marchio del settore bus ed un importante sito produttivo della realtà bresciana.

venerdì 28 gennaio 2011

[dsb] "banalità" che interessano 350 lavoratori

I fatti del giorno.

- Attesa per i dipendenti Pama (Rezzato), l'azienda va al concordato, il 4 aprile alle 10 l'adunanza dei creditori. Nessuna novità purtroppo sui 5 mesi di arretrati richiesti all'azienda, che da qui ad aprile ad occhio e croce rischiano di diventare 8 (100 lavoratori + 50 di indotto)
- Stiamo a vedere invece che ne sarà delle due manifestazioni di interesse per la Cacciamali (Mairano, 200 lavoratori)

martedì 25 gennaio 2011

[dsb] biomedicale, il futuro (degli altri)



Nel diario sindacale di oggi spicca (con una certa sorpresa) la Cassa integrazione chiesta alla Invatec. Negli ultimi anni ci è stato spiegato a più ripresse che il biomedicale (di cui l'azienda di Roncadelle è la realtà più importante della provincia) era uno dei comparti più interessanti per il futuro manifatturiero di Brescia. Esattamente un anno fa l'azienda è stata ceduta per 500 mln di euro al gruppo americano Medtronic.

Dopo un anno rimaniamo in attesa di quanto annunciato:

l'operazione, dal punto di vista occupazionale, avrà una ricaduta sicuramente migliore rispetto a quella che si sarebbe verificata nel caso questa scelta non fosse stata compiuta


Sia chiaro, personalmente non vedo un problema di strategia-aziendale (quella mi sembra chiara e condivisibile), quanto più di politica industriale territoriale (che dipende dal Sistema Brescia più che da un singolo imprenditore). Finora, in altre parole, il biomedicale è un po' come la green economy: tutti ne parlano...

Tra le altre questioni del giorno: firmato il contratto aziendale alla Streparava; altri 4 giorni di Cig per gli addetti Iveco, in aggiunta ai periodi già comunicati; accordo (sottoscritto solo dalla Fim, non dalla Fiom) per un anno di Cigs alla Bieffe di Sabbio Chiese (22 addetti) da lunedì 31 gennaio; nulla di fatto per la vendita del Caseificio Stabiumi Giacomo spa di Azzano Mella

sabato 22 gennaio 2011

[dsb] nuove tensioni tra i metalmeccanici, mentre la Cig continua a crescere



Altra giornata intensa ieri nel mondo del lavoro bresciano. Da registrare l'ennesimo attrito tra i meccanici della Fim Cisl e della Fiom Cgil. Le assemblee unitarie nelle fabbriche sono già saltate.

«Nello svolgimento delle prime assemblee calendarizzate unitariamente, in questi giorni relative al tema accordo Mirafiori, alcuni operatori della Fim sono stati oggetto di provocazioni e minacce che non hanno permesso agli stessi l'esposizione delle nostre posizioni». Per questo si considera «non più attuabile un percorso di assemblee unitarie, che potrà essere ripreso qualora i principi fondamentali di libertà di espressione saranno garantiti consentendo il ripristino delle fondamentali regole democratiche, a scapito di una corretta informazione che consenta alle persone di formarsi una opinione consapevole sui fatti». Lapidaria la replica del segretario Cgil Damiano Galletti, impegnato ieri nel direttivo della sua organizzazione: «Stupefacente che la Fim si tiri indietro dopo due anni a fronte di discussioni accese. Prendere l'occasione per interrompere le assemblee è un fatto grave: ci sono state critiche da parte dei lavoratori, ma parlare di minacce è pretestuoso e fuori luogo».

Ieri la Cgil era anche impegnata nel direttivo che ha sancito il sostegno allo sciopero Fiom del 28 gennaio. Tra i temi più interessanti della relazione del segretario Damiano Galletti c'è la legittima domanda sul piano d'attuazione degli investimenti promessi da Fiat.

Su Mirafiori l'idea è chiara: «la metà dei lavoratori ha detto che i diritti non sono merce di scambio e che le condizioni del lavoro non possono ulteriormente peggiorare». Con una domanda chiara: «Quello che si sa è che a distanza di oramai un anno dal lancio di Fabbrica Italia quel piano - che prevedeva investimenti per 20 miliardi di euro in Italia entro il 2014 - è fermo e non se ne sa molto».


Un tema che è peraltro molto bresciano e si innesta nella altrettanto legittima presa di posizione del Pd sull'Iveco con relativa richiesta di garanzie per il sito bresciano che del resto nei giorni scorsi era stato definito da Laura Valgiovio, segretario generale della Fim Cisl:

un dramma sociale, perchè a causa della mancanza di lavoro la Cassa integrazione ha tolto mediamente 5 mila euro all'anno ad ogni lavoratore negli ultimi 2 anni, e l'accordo sottoscritto non è mai stato verificato per mancanza di mercato.









Intanto, mentre la Uil tenta per l'ennesima volta un link politico risolutivo, si segnalano nuovi casi di Cassa integrazione, come riportato oggi da Bresciaoggi.

IN VALSABBIA cassa integrazione per sei settimane alle Industrie Pasotti. Lo stabilimento di Prevalle sarà chiuso per una settimana mentre a Sabbio ci si fermerà per tre giorni la settimana. Cassa straordinaria per crisi invece alla Bieffe di Sabbio Chiese. Lunedì in Regione ci sarà il vertice sull'azienda.

Scontro, invece, tra la Pama prefabbricati srl e i sindacati sul tema delle garanzie per i lavoratori, come riporta Bresciaoggi.

IERI in tribunale si è tenuta l'udienza per l'ammissione al concordato preventivo della Pama prefabbricati spa di Rezzato. La proposta è di pagamento integrale dei privilegiati e del 63% per i chirografari. Il tribunale si è riservato di valutare la proposta.
I sindacati in una nota parlano di «comportamento antisindacale e lesivo della dignità dei lavoratori» ricordando gli incontri delle scorse settimane con la proprietà - giudicati «evasivi» - ed il vertice con il sindaco di Rezzato dei giorni scorsi. «Alla richiesta di conoscerne i dettagli - si legge nella nota firmata da Fillea-Cgil Filca-Cisl Feneal- Uil Brescia - l'azienda non ha saputo dire con chi fosse in corso la trattativa e se l'eventuale liquidità derivante sarebbe stata sufficiente a tamponare la grave situazione debitoria, e l'intervento del primo cittadino non ha incontrato alcuna disponibilità della Pama ad aprire una trattativa con le Organizzazioni Sindacali». Il comunicato conclude annunciando che ogni ulteriore valutazione è rimandata alla assemblea dei lavoratori convocata per la prossima settimana.

mercoledì 19 gennaio 2011

[dsb] quando la "Cassa" non c'è più...



Tre casi sindacali in primo piano ieri in provincia. Nordcave, Medeghini, Nk. Tutti e tre accomunati dalla difficoltà a trovare garanzie per i lavoratori. Uno scenario inquietante nel momento in cui ci si continua a chiedere per quanto reggerà il sistema degli ammortizzatori sociali.

Un approfondimento merita e meriterà il caso Nk Chiari con il Comune - a guida leghista, guidato da Sandro Mazzatorta - che deciderà di anticipare i soldi della cassa ai 120 dipendenti interessati attraverso la formula del prestito ponte. In attesa di capirne di più è interessante notare che si è scelta una strada diversa rispetto a quella che due anni fa il Comune di Orzinuovi - sempre a guida leghista, sindaco Roberto Faustinelli - scelse decidendo una intesa con un istituto bancario che fu soggetta a numerose critiche. Che sia tempo di parlare di un nuovo "leghismo illuminato"?
(la speranza è l'ultima a morire)

martedì 18 gennaio 2011

Diario sindacale bresciano. Da Mirafiori a Rezzato (passando per Brescia)



Da Mirafiori alle magagne locali. Ieri è stata una intensa giornata sindacale nel bresciano.
Andiamo con ordine. La Fim (segretario generale: Laura Valgiovio) ha fatto il punto della situazione dopo Mirafiori declinando anche a livello locale quello che è considerato "il nuovo metodo delle relazioni industriali". Riporto dal mio pezzo odierno su Bresciaoggi.it.

«Che ne è dei lavoratori Federal Mogul? L'azienda unilateralmente ha fatto un anno di cassa e dal 27 novembre ha licenziato senza alcuna trattativa. Se l'alternativa alla partecipazione è l'illusione e l'abbandono c'è da augurarsi che si riapra una nuova fase: è assolutamente necessario un rientro della Fiom nella discussione che ora si aprirà su Fiat». Il segretario generale Fim rilancia citando alcuni casi specifici: «In Ge Power ci è stata annunciata la chiusura ed abbiamo ottenuto 24 mesi di cassa, il ricollocamento e l'accompagnamento di tutti i lavoratori; in Bialetti in seguito all'accordo di 2 anni fa la Fiom impugnò i licenziamenti: che fine hanno fatto? E quando Baumann ha proposto una intesa con miglioramento delle condizioni con il progetto di un nuovo stabilimento a Bovezzo si è andati all'accordo separato, così come alla Glisenti, in condizioni diverse ma non certo proibitive».




A Rezzato presidio dei lavoratori Pama (150 addetti a rischio) durante l'incontro istituzionale.

Un doppio impegno anche dalle istituzioni per diradare le nubi che si addensano attorno alla Pama Prefabbricati spa. In un incontro con il sindaco di Rezzato Enrico Danesi i sindacati hanno chiesto al primo cittadino di attivarsi immediatamente per il rinnovo della Cassa integrazione ma anche di attivarsi presso la Provincia affinchè si apra un tavolo sulle prospettive. Durante l'incontro i lavoratori hanno tenuto un presidio in piazza Vantini.


Infine vanno registrate complicazioni su Paghera (34 addettiancora in carico all'azienda fallita lo scorso anno) ed un nuovo termine per la vendita della Caffaro (gruppo Dupont sempre in pole position). (da Bresciaoggi

Nuove difficoltà sul tema degli ammortizzatori sociali per i lavoratori della ex Paghera. Ieri si è tenuto un incontro tra i sindacati e il curatore fallimentare Guerino Tononi, per aggiornare la situazione dopo che al 31 dicembre era terminata la prima domanda di cassa in deroga avanzata in riferimento al fallimento del 19 gennaio 2010.
Per il 2011 c'era la possibilità di proroga ed erano stati chiesti 3 mesi fino al 31 marzo. Al momento i dipendenti in carico alla procedura sono 34 da 79 iniziali. Ma dopo che al primo incontro c'erano state le disponibilità di giudice e curatore, ieri sono sopravvenute difficoltà legate al fatto che il comitato dei creditori si è espresso in modo non favorevole ed ora nello scenario c'è il rischio di sospensione a zero dei lavoratori ancora in carico all'azienda.
Il sindacato dovrà ora mettere in campo tutte le iniziative sindacali possibili per riuscire ad «accompagnare» verso un nuovo impiego gli interessati.
PER QUANTO riguarda invece la vicenda Caffaro, il commissario straordinario Marco Cappelletto ha fissato per le 12 di mercoledì 9 febbraio il termine per presentare offerte irrevocabili e cauzionate per rilevare la realtà aziendale. Come noto, dopo l'ok, per la Cigs - nel periodo compreso tra il 27 novembre scorso e il 27 febbraio 2011 - per gli occupati nelle due fabbriche del gruppo Caffaro Chimica in amministrazione straordinaria (93 a Brescia, 229 a Torviscosa, Ud), per Brescia - come già noto - dovrebbe concretizzarsi con il passaggio delle attività a Dupont in campo con un partner (secondo indiscrezioni Bertolini).

domenica 16 gennaio 2011

Diario sindacale bresciano. Dov'è finita la ripresina?

Entriamo in un anno in cui anche i dati della disoccupazione oggi ci dicono che le spese per la cassa integrazione continueranno ad aumentare...


(prof. Francesco Giavazzi - Bocconi, 7 gennaio 2011)







trovato su lavoce.info

sabato 15 gennaio 2011

Diario sindacale bresciano: nubi sulla Newcocot (Cogno, 144 addetti); 7 in mobilità (su 44) alla Igor di Orzinuovi

Pressing sul liquidatore (il professionista Giovanni La Croce, che ha accettato l'incarico) per ottenere un incontro urgente al fine di conoscere l'impatto delle decisioni assunte sull'attività produttiva in Valcamonica. (cut) Mentre nella Bassa bresciana, precisamente a Orzinuovi, come spiegano fonti sindacali, va registrato l'accordo per la messa in mobilità di 7 dei 40 dipendenti della I.G.O.R. spa


continua su bresciaoggi.it

da registrare anche l'intervento di Damiano Galletti (segretario della Cgil bresciana) all'assemblea delle Camere del lavoro di Chianciano dell'11 e 12 gennaio)





venerdì 14 gennaio 2011

Diario sindacale bresciano: 2010 esplosione della cassa integrazione straordinaria. Intesa alla Metrocast, protesta alla Nord Cave.

Da oggi su questo blog tutti i principali fatti economico sindacali della provincia di Brescia con il "Diario sindacale bresciano".

Innanzitutto una segnalazione da giornaledibrescia.it: una interessante analisi di Guido Lombardi che bene evidenzia il trend di crescita dell'utilizzo degli ammortizzatori sociali e chiude con una domanda: fino a quando il sistema potrà sostenersi in questo modo?

Confrontando i dati, si scopre che nel 2010 si è quasi dimezzata la richiesta di cassa ordinaria (si è passati da 36,5 a 19,5 milioni di ore), mentre è esplosa la domanda di cig straordinaria (da 6,5 a 25,8 milioni di ore), così come è raddoppiata l'autorizzazione della cig in deroga (da 7,3 a 14,8 milioni di ore). Questo significa che numerose imprese hanno fatto ricorso alla cigs per evitare di ridurre il personale, pur in una fase di riorganizzazione. Non solo: è anche aumentato il numero di aziende che, cessando l'attività, hanno chiesto la straordinaria.


I fatti del giorno da bresciaoggi.it

Un anno di contratto di solidarietà a partire dal 17 gennaio prossimo: è quanto prevede l'accordo, raggiunto da Rsu, Fim, Fiom e Metrocast Italiana spa di Gardone Valtrompia, azienda attiva nel settore delle fusioni di precisione a cera persa. L'intesa, come spiega una nota della Fiom (che esprime soddisfazione per il il risultato a salvaguardia dell'occupazione e delle professionalità), è stata illustrata in assemblea. Consentirà di gestire un eccesso di forza lavoro quantificata in 16 su 47 addetti. Le parti hanno concordato gli anticipi alle normali scadenze di paga del trattamento economico a carico dell'Inps e il riconoscimento, fino al 100%, della tredicesima mensilità. Prevista una riduzione massima di orario del 46%, sia in orizzontale che in verticale, coinvolti 38 lavoratori.

A CAZZAGO San Martino i 18 dipendenti della Nord Cave (già in Cig) e i sindacati sono pronti alla mobilitazione in assenza di risposte dall'azienda (con socio unico lussemburghese) in merito al pagamento delle spettanze arretrate, che variano da un minimo di 5 a un massimo di sette mensilità. L'assemblea di ieri ha deciso, se non ci saranno novità a breve, di adire le vie legali (non viene esclusa l'ipotesi dell'istanza di fallimento) e una manifestazione di protesta, martedì prossimo, davanti alla cava «Macogna» a Cazzago. A Calvisano, invece, nelle elezioni per il rinnovo delle Rsu alla Ride srl (motori e automazione, 48 dipendenti) la Fim di Brescia ha ottenuto 25 voti eleggendo due delegati, mentre alla Fiom sono andati 12 consensi e un delegato. Soddisfatti i meccanici della Cisl «in quanto prima non eravamo rappresentanti all'interno della fabbrica».