Ieri sera c'era Beppe Grillo a Brescia. Del comico genovese (colto in questa storica copertina di Internazionale nella sua essenza) in vita mia ho visto dal vivo uno spettacolo. Ero a Rimini, avevo 16 anni, con mio padre, per l'assemblea nazionale della Cisl. Quella in cui Sergio D'Antoni cercava di accelerare per l'unità sindacale con Cgil e Uil. Non mi innamorai di Grillo, in quei due giorni, ma di Alain Touraine, sociologo francese che poi forse in qualche misura ha influenzato direttamente la mia scelta universitaria proprio in sociologia.
Sono passati 16 anni e la vita mi ha doppiato. Tragicamente oggi Grillo non fa più spettacoli ma comizi. Ma qualcuno non se ne è reso conto. Laura Castelletti sul suo blog conclude lapidaria: resta un comico e molti del pubblico erano lì per lo spettacolo.
Credo che la figura più vicina a Beppe Grillo sia quella di Andy Kaufman, interpretato da Jim Carrey in Man on the moon. Dissi qualcosa di simile per il caso Morgan, in questo caso è il personaggio e non l'evento a ricoprire il ruolo centrale.
Non siamo di fronte ad un politico ma ad una sorta di performer (scusate ma non trovo una parola italiana sufficientemente migliore di questa...) di cui non si ricordano idee ma battute e provocazioni, che smonta la realtà con intenti sarcastici per andare all'essenza del suo contrario. E facendo così dice cose condivisibili che possono sembrare politiche, ma non lo sono, perchè non avranno mai la portata propositiva necessaria per esserlo. Non a caso ogni tentativo programmatico, in Grillo, è estemporaneo (di lui si ricordano i tormentoni e gli attacchi, non le proposte) e sostanzialmente utopico, perchè l'antipolitico, fin che esisterà, avrà sempre il vantaggio di stare un passo fuori dal confronto reale sulle soluzioni possibili. Si crea in questo modo un piano che, più che anti-, è un altro-politico (che sposta metodi e quindi luoghi del dibattere) e può esprimersi con monologhi.
Non è casuale che nascano i movimenti Grillo, ma lui rimanga sempre defilato e comunque "non in campo". Sa bene, del resto, che il confronto gli toglierebbe l'unica arma (il monologo) e lo costringerebbe all'omologazione. C'è addirittura l'impressione che il movimento debba avere una bassa cifra politica (parlo proprio di chi poi si mette in lista) proprio perchè basato su qualcosa che non deve emergere a livello politico ma prettamente teatrale.
Il discorso sarebbe molto lungo. Il mio intento è quello di capire il personaggio e la praticabilità (ed esportabilità) del suo metodo. Non è (e non può) essere in discussione la sua ammissibilità nel confronto, ma credo che tra le domande che si deve porre un elettore una sia tra le prioritarie: dopo aver espresso idee condivisibili come può un mio rappresentante proporle, comporle e praticarle in quel territorio che è regno di mediazione e realizzazione del possibile che è la politica?
Ebbene, da lì in poi Beppe Grillo, a mio modo di vedere, tornerebbe ad essere ciò che è: un aggressivo comico genovese.
avevo lasciato un lungo commento, e non lo vedo pubblicato? coincidenza o censura? e dire che non ho insultato nessuno.
RispondiEliminaero curiosa di una risposta a quanto pare non c'è abbstanza coraggio per un dibattito con una debole piccola donna.
non ti preoccupare renderò pubblico il mio commento e il tuo articolo di modo che tutti possano vedere un aseria riposta al tuo post.
buona giornata
Mi scuso per il ritardo nella moderazione, ma oggi era il mio giorno libero e dopo la palestra mi sono concesso "Alice in Wonderland", l'aperitivo con gli amici e un succulento toro allo spiedo in quel di Alfianello finito da poco :)
RispondiEliminaGrazie per l'intervento e la critica, sicuramente costruttiva. Non sai, davvero, quanto mi è gradito leggere parole così accorate e profonde.
Più che un giudizio politico su Grillo la mia voleva essere una analisi sul fenomeno Grillo. Vi faccio tanti auguri, meritereste di essere messi alla prova, fosse anche solo per la profonda passione che ci mettete. Per questo rispondo all'unica domanda che mi viene posta in tal senso: "C’è qualcosa di male nel dare inizio ad un movimento e non fare il PROTAGONISTA ma mettere davanti NOI CITTADINI che scendiamo in campo??". Si, c'è la sostanziale differenza tra la politica, che prevede il giudizio degli elettori (non solo al leader, ma anche e, in certi casi, soprattutto a lui) e l'antipolitica che si risolve in un paio di urli e un po' di eco.
Infine: il termine aggressivo da me usato non voleva essere un giudizio al metodo. E' anzi un dato di fatto, perchè il personaggio Grillo vuole apparire come tale.
Solo una cosa: il tuo continuo distinguerti intellettualmente dal "popoluccio italiota" è leggermente fastidioso, anche perchè purtroppo in democrazia è quello stesso popoluccio a dare il proprio voto.
mi spiace essermi arrabbiata nel secondo commento, ma mi capita spesso che i miei commenti non vengano pubblicati.
RispondiEliminaconcordo che s'è differenza tra politica e anti politica. ribadisco che l'antipolitica la fa chi siede in parlamento, io e altri 5 stelle siamo la politica dal basso. non siamo in giacca e cravatta solo perchè non possiamo permetterci vestiti agghindati :P
p.s. il mio distinguermi non avviene su base intellettuale, ma genetica. non essendo pienamente italiana e avendo vissuto parecchio all'estero tendo a sentirmi lontana dall'italiano medio. mi sento italiana in molte cose, ma non nella politica nel senso civico e nel buon senso. in questo caso prendo a modello gli scandinavi e i tedeschi.
e come dici tu il popoluccio italiota democraticamente (con il voto degli ignoranti-disinformati e con il voto mafioso -fenomeno endemico della "cultura" italiana) ha eletto uno come berlusconi, e molti prima di lui.
ovviamente come viene percepita l'immagine di grillo varia da persona a persona. la mia personale analisi rimane che si incazza mentre parla perchè gli importa di questi temi e anche per risvegliare le persone, e parlare alla loro pancia, come la maggioranza fa. io sono un agnello, ma sulle cose che mi stanno a cuore mi infervoro. non per questo le cose che dico diventano meno attendibili. se io urlo che il sole è giallo non è che stò raccontando una fesseria solo perchè urlo.
ti ringrazio comunque per la risposta civile ed interessata.
buona giornata
[...] caso è anagramma di genuinità), a voler essere buoni. Per il resto mi rimangono tutti i dubbi sul fenomeno Grillo che fa fare politica agli altri. Avevano due punti di forza: le piazze piene, ma il voto ha [...]
RispondiEliminaMa te sei matto! Paragonare quell'idiota di Grillo con il Genio Andy Kaufman! Ma cambia spacciatore!
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