venerdì 12 febbraio 2010
Calcio e politica. Questione di metodo
Sia chiaro, il calcio non è mai stato realmente autonomo (ma quale settore economico funzionante e pesante, in Italia, lo è). Ma dal 2000 in poi (ovvero dallo scoppio della "bolla" che venne facilmente sintetizzata con le plusvalenze facili) il calcio ha dovuto chiedere esplicitamente aiuto alla politica. Con tutti i rischi (moltiplicati dalla popolarità) correlati.
Abbiamo benaltri problemi, è vero. Ma questo è uno dei tanti fronti da rendere autonomi rispetto alla rapacità della politica, in un'era in cui lo statalismo è tornato sommando il peggio del pubblico al peggio del privato (indebitato e quindi in Crisi).
venerdì 2 ottobre 2009
Milan in vendita (o qualcosa di simile)
Se domenica Leonardo perde (dicono i quotidiani sportivi) si accomoderà per fare posto a Van Basten.
Ci sono almeno tre incongruenze nella eventuale scelta della società di un esonero.
1. Leo ha accettato una campagna acquisti palesemente deficitaria. Non può essere incolpato dei risultati, a meno che non ci sia qualcuno che oggi pensa che il Milan potrebbe autorevolmente stare al primo posto in classifica.
2. Perchè cambiare un allenatore quando l'unico colpevole (eventualmente) di una pessima programmazione, di un bilancio da decadenza e di una rosa non all'altezza dei vertici è l'amministratore delegato Adriano Galliani. Che per inciso è rimasto l'unico in società a difendere il suo lavoro... Un concetto questo difficile anche per i tifosi, che invece di difendere Berlusconi (fino a prova contraria l'uomo più ricco d'Italia) lo attaccano chiedendo la cessione.
3. Il Milan è in procinto di cambiare proprietà, o per lo meno vorrebbe. Da tempo Marina e Piersilvio Berlusconi hanno fatto capire di non avere interesse a tenere nel gruppo una società fondata sul mecenatismo (e il futuro Fininvest è nelle loro mani). Non a caso Francesco Barbaro (64 anni, chief financial officer con esperienze in Rinascente, Benetton, Mondadori e Medusa film) è stato incaricato di valutare la società (lo dice "Il Mondo" in edicola oggi).
Ma quanto costa il Milan? Le immobilizzazioni materiali sono di 27 milioni di euro (Milanello più qualche proprietà immobiliare), il patrimonio arriva a 25 mln, i debiti lordi valgono invece 392 mln. Sì, avete letto bene: 392. Praticamente più o meno sei volte Kakà :) (gli interisti non ridano, loro ne hanno 2 in più, di milioni di debiti).
La valutazione: 500 milioni. Troppi anche per gli emiri.. che sono emiri, mica scemi. L'unica speranza resta quella dei libici.
martedì 29 settembre 2009
Questioni di bisnesssss
Mentre in Italia ci facciamo le pippe con Zeman e Mourinho gli inglesi guardano oltre. Anche perchè si sono venduti bene ma i loro club stanno coperti di debiti peggio dei nostri...
giovedì 17 settembre 2009
Come vendere per innovativa una manovra conservatrice
Avevo quasi anticipato di qualche giorno l'arrivo di nuove norme di fair play finanziario da parte dell'Uefa. La Gazzetta, e i commenti dei suoi lettori salutano con entusiasmo il piano di Platini.
Personalmente mi sento più vicino a quanto scritto da Milano Finanza a pagina 20 del 16 settembre. Il titolo "Platini chiude le porte agli sceicchi". Per come formulato il fair play finanziario a conti fatti è più un sistema volto a cristallizzare la situazione attuale, che se da una parte rallenta l'ingresso di nuovi mecenati (in maniera, sia chiaro, meritoria), dall'altra non valorizza il prodotto calcio ma punta a reiterare la leadership europea dei grandi club. Che infatti si sono detti complessivamente soddisfatti della misura.