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domenica 6 settembre 2009

Io sto con Lippi



Tre ottimi motivi per lasciare a casa Cassano.

1. Le squadre si costruiscono anche sui valori tecnici dei singoli, ma non solo. Per certi ruoli chiave è indispensabile avere giocatori protagonisti nei top club anzichè leader in società outsider. Meglio avere un panchinaro felice tecnicamente inferiore che un escluso di lusso col muso lungo anche se qualitativamente eccelso. Meglio uno che fa gruppo che un sedicente fenomeno.

2. Ad un giocatore come Cassano, che ha passato almeno 5 anni della sua carriera a sperperare talento, chiederei un tempo altrettanto lungo per dimostrare un cambiamento. Detto questo un conto è giocare nella Samp per un posto in Uefa un conto è puntare al titolo mondiale. Altro conto è fallire con Roma e Real.

3. Applicando il punto numero uno Marcello Lippi ha vinto il mondiale 2006, le sue scelte meritano rispetto e comprensione. Non significa negare il diritto di critica, ma ammettere che prima di attaccare un allenatore vincente di questo livello (l'unico da quel che mi risulta ad essere diventato campione del mondo sia co club che con nazionali), bisogna prima capire quale è la sua logica di fondo applicata in occasione dei trionfi.